Semi-inedito per La Fine del Mondo | Storia dell’Avvistamento (Lfdm a Pesaro, 15 luglio 2012)

Posted in Uncategorized with tags , , , , on dicembre 10, 2013 by Ass Cult Press

Non è proprio un inedito questa “Storia dell’Avvistamento”. È quasi un inedito. Il testo uscì in versione incompleta sull’antologia “Pro-Testo” edita dall’Editore Fara e poi completo sulla plaquette “Scritti per la Fine del Mondo” (qui e qui). Con La Fine del Mondo l’abbiamo suonata dal vivo praticamente tutte le volte che ci siamo esibiti.

Questa è l’esecuzione del 15 luglio 2012 allo Zoe’ Microfestival di Pesaro.
Il video è un montaggio di materiale foto/video proprio. Non professionale.

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Scritti per la Fine del Mondo | ebook | Simone Molinaroli

Posted in Ebooks, Libri, Razioni K with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on luglio 23, 2013 by Ass Cult Press
Scritti per la Fine del Mondo - Simone Molinaroli (2013, Ass Cult Press)

Scritti per la Fine del Mondo – Simone Molinaroli (2013, Ass Cult Press)

L’ultima raccolta di Simone Molinaroli “Scritti per la Fine del Mondo” è disponibile anche in versione ebook/pdf. Si può scaricare un’anteprima dal sito www.simonemolinaroli.org. Sono 230 kb in formato pdf.

Questo il link diretto per scaricare il file:

http://www.simonemolinaroli.org/ebooks/molinaroli-scritti-estratto.pdf

La versione integrale si può richiedere all’indirizzo: info@asscultpress.com

Anche a questo indirizzo insieme ad altri libri in formato digitale:
http://www.asscultpress.com/ebooks_asscultpress.html

Costa 1 euro.

___

FISSAMMO L’ORIZZONTE


Fissammo l’orizzonte
fingendo una sorpresa adolescente.
Mano nella mano ci parlammo
lingue complesse e un canto siderale.
Per sempre lontani dal timore
di una vita irrealizzata,
le fatiche, le vanità, la presunzione,
tutta la materia del mondano,
risultarono evidenza innocua
per chi,
senza sbagliare la bellezza
con la promessa di una vita migliore,
risoluto aspettava l’estinzione.

da “Scritti per la Fine del Mondo” di Simone Molinaroli (Ass Cult Press, 2013)

Simone Molinaroli
Tutti i diritti riservati © 2013

Scritti per la Fine del Mondo - Simone Molinaroli (2013, Ass Cult Press)

Scritti per la Fine del Mondo – Simone Molinaroli (2013, Ass Cult Press)

Scritti per la Fine del Mondo – di Simone Molinaroli (razioni K #2)

Posted in Libri, Razioni K, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on luglio 4, 2013 by Ass Cult Press

Ass Cult Press raddoppia.

Dopo l’uscita della tanto attesa ristampa de “La Felicità Terribile” di Andrea Betti esce una nuova raccolta di Simone Molinaroli (www.simonemolinaroli.org). Raccoglie testi in parte già editi (in precedenti raccolte o inclusi in antologie) e in parte inediti. Ciò che li tiene insieme,  a parte i punti metallici e l’autore, è l’essere stati usati per il progetto musicale  “La Fine del Mondo” (www.lfdm.org).

È una plaquette di 24 pagine. Il progetto grafico è di Margherita Perugi.

Lo potete osservere in foto insieme all’insalata e al radicchio.

Chi gradisse riceverne una copia può scrivere a: info[at]asscultpress.com

Segue un estratto.

___

BREVE RESOCONTO D’INIZIO MILLENNIO
Gli Orsi Polari morivano di noia
ancorati all’idea di una banchisa perduta.
La bianca distesa svanita
in un disgelo anch’esso
composto con la sostanza del ricordo.
Innamorati felici
si scambiavano revolverate
correndosi incontro, moribondi,
col kit di primo soccorso
per curare interminabili ferite
di armi sconosciute.
Uomini confusi
lanciavano granate nella foschia,
il breve ridere loro furbesco
partoriva lo sgomento
che paralizza il disegno animato
nel vedere l’ordigno beffardo
rilanciato dal nemico inaspettato.
C’erano questi ed altri
ed altri ancora
che non sembravano importanti.
Addetti ai lavori in maggioranza,
funzionari e giovani di mestiere
che abusavano dell’invidia e del rancore
e non sembrarono mai capire
la loro ridicola sventura.

da “Scritti per la Fine del Mondo” di Simone Molinaroli (Ass Cult Press, 2013)

Simone Molinaroli
Tutti i diritti riservati © 2013

Scritti per la Fine del Mondo - Simone Molinaroli (2013, Ass Cult Press)

Scritti per la Fine del Mondo – Simone Molinaroli (2013, Ass Cult Press)

Sole Forte Libro Caldo | La Felicità Terribile/Zucchero Spinato

Posted in Libri, Poetry for the Masses, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , on giugno 18, 2013 by Ass Cult Press

Tra il cactus e la monstera deliciosa sono visibili le prime cinque copie de “La Felicità Terribile/Zucchero Spinato” estratte dallo scatolone appena arrivato. Nei prossimi giorni arriverà direttamente a casa di chi ha sostenuto l’operazione. Chi, dubbioso, malfidato, più semplicemente animato dalla speranza di un fallimento, ha atteso la fine della campagna può richiedere una copia attraverso i canali soliti.

Il libro comprende la ristampa de “La Felicità Terribile”, la raccolta inedita “Zucchero Spinato” e una pregiata postfazione a 8 mani.

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La Felicità Terribile | in anteprima la postfazione di Simone Molinaroli (4 di 4)

Posted in Libri, News, Poetry for the Masses, Uncategorized, Uscite on giugno 7, 2013 by Ass Cult Press

Questo scrive Simone Molinaroli nella postfazione a “La Felicità Terribile & Zucchero Spinato” di Andrea Betti

ATTACCARE L’ASINO  – postfazione di Simone Molinaroli a “La Felicità Terribile” di Andrea Betti

Il linguaggio è uno dei famigerati Asini del padrone. Lo si potrebbe pensare l’Asino più importante. Si suole dire che, per una vita tranquilla, esente da disturbi e agevolata dalla contiguità con una presupposta medietà dominante, è bene legare l’Asino dove vuole il padrone. Andrea Betti quell’Asino, non solo non l’ha legato, ma l’ha condotto a un abbeveratoio segreto sincerandosi che l’Asino bevesse. Che bevesse molto e non avesse a patire la sete nel lungo viaggio che l’aspettava. Hanno fatto un lungo giro e con molti anni di anticipo sul risveglio tardivo di molti, in anticipo anche sulla veglia dei pochi, insieme hanno preconizzato e profetizzato molto. Lontani dai luoghi della tecnolingua liberaldemocratica e dai suoi significati di cartone, Andrea e l’Asino sono andati al limite dell’irricevibile, del volutamente ignorato, del non più esprimibile. Decrescita felice e/o obbligata, diritti delle altre Specie e dell’ambiente, crisi economica, stato d’animo della crisi e conseguente retorica della crisi finalizzata all’accettazione passiva di ogni misura atta a disinnescarla. La catastrofe ambientale imminente, la crisi energetica, la deriva culturale, l’ignominia elevata a norma di comportamento pubblico e privato, le difficoltà delle democrazie come noi le conoscemmo o pensammo di conoscerle e il loro ripensarsi all’infinito fino all’impotenza operativa. Quel “nazismo di adesso” evocato in “Poesia Borghese” che possiamo tranquillamente censire in molte delle manifestazioni del contemporaneo. Un libro, quello di Andrea, che non trova conferma della sua bontà nell’avverarsi della sua parte profetica. Un libro che era convincente tredici anni fa ed è convincente adesso. Forte del coraggio di una scelta linguistica che scardina la resistenza della realtà “a bassa risoluzione” e della sua terribile e irresisitibile verve comica, che è propriamente ciò che lo rende altro da un edificante e profetico libro per ammaestrare folle già ampiamente ammaestrate a una terribile Felicità senza riso alcuno. È per me un grande onore e motivo di Felicità aver curato questa ristampa. Buona Lettura (se leggerete la postfazione prima di tutto il resto)

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La Felicità Terribile | in anteprima la postfazione di Rocco Traisci (3 di 4)

Posted in Libri, Poetry for the Masses, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 6, 2013 by Ass Cult Press

Questo scrive Rocco Traisci nella postfazione a “La Felicità Terribile & Zucchero Spinato” di Andrea Betti

UNA LINGUA NATURALE CHE NESSUNA NATURA IDEÒ  – postfazione di Rocco Traisci a “La Felicità Terribile” di Andrea Betti

… e cazzo, quando ho sentito parlare per la prima volta di Andrea Betti mi dissero che era stato il cantante dei Go Insane, un gruppo di cui avevo letto recensioni incoraggianti in qualche fanzine di merda come se ne facevano a chili nei gloriosi inizi degli anni ’90. Erano i postumi dell’ubriacatura grunge, in pieni ventanni o poco più. Era il ’95 ed ero sbarcato da qualche mese in viale Adua periferia di Pistoia, percorrendo da Castellammare di Stabia 600 chilometri verso nord per pagare il mio debito formativo con l’esercito italiano, in qualità di obiettore di coscienza in un centro per disabili. E voi non avete idea di cosa sia viale Adua a febbraio, dove per sghiacciare il parabrezza della macchina bisognava accendere il motore e lasciarlo grugnire per un quarto d’ora. Insomma, quel Betti lì dovevo conoscerlo per forza se volevo sopravvivere alla conca dell’appennino. E così conobbi Ass Cult Press, di cui feci parte e con cui passai l’anno più intrigante della mia vita. Che dire. E’ cominciato tutto lì, in via de’ Fabbri o a Follonica. E la ‘Felicità Terribile’ mi insegnò che a Burroughs mancava solo il senso dell’umorismo di Andrea. Non dirò altro sul libro. Dirò solo che il Betti è uno scrittore che disegna linguaggi, li agita, li mangia, li esprime come Fellini esprimeva il pianto a dirotto del clown. La lingua di Andrea Betti è una lingua naturale ma che nessuna natura ideò, è genio che sottace dietro volti mai apparsi a bocca nuda, è la tenera debolezza del forzuto, il superomismo tartaglione degli invicti, il crasso odor vissuto dei teneri bimbi di nessuno, l’arte del disonore di chi s’appoggia a muri di piume, la disperata bracciata dei naufraghi verso pinne di squali a forma di tette…

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La Felicità Terribile | in anteprima la postfazione di Lorenzo Giuggioli (2 di 4)

Posted in Libri, Poetry for the Masses, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 5, 2013 by Ass Cult Press

Questo scrive Lorenzo Giuggioli (www.dizlexiqa.com) de La Felicità Terribile di Andrea Betti.

CHI NON RIDE È PERDUTOpostfazione di Lorenzo Giuggioli a “La Felicità Terribile” di Andrea Betti

La prima volta che ho bussato alla porta di Ass Cult Press, allora come ora la miglior casa editrice sotterranea e illegale d’Italia, come tutta risposta mi è stato dato, tra gli altri, questo librino tutto nero, “la felicità terribile” di Andrea Betti.
Credo che fosse un modo per dissuadere impostori, benpensanti e moderati o addirittura per scoraggiare chiunque dallo scrivere: se lo leggerete e lo amerete come lo amo io, potrete capire cosa intendo.
Credevi nei tuoi vent’anni di essere incazzato, di saper scrivere e di avere una visione totale del mondo e ti riscoprivi una specie di chierichetto conservatore che teneva a stento in mano una penna.
Tu con le tue misere rabbie esistenziali e politiche da tarda adolescenza e questo che aveva già superato relativismo, nichilismo, speranza e pietà e ti propinava come un dato di fatto le macerie del mondo.
Dopo poche righe la coscienza, così tendente all’autostima o quantomeno all’autoconservazione, cercava un salvataggio nell’immaginazione: come sarà questo Andrea Betti, questo talentuosissimo figlio di puttana che maneggia la lingua, a poco più di vent’anni, come un Testori toscano di oggi?
Mi immaginavo una sorta di sventurato, un deforme alla Leopardi che nel buio della sua stanzetta passava il suo odiato tempo ad osservare il mondo e a detestarlo. Ma continuando la lettura l’immagine prendeva un corpo diverso: questo era il tipico postadolescente che se fosse nato in Colorado avrebbe imbracciato un mitra e sarebbe entrato in una scuola pubblica sparando all’impazzata. Probabilmente, come in ogni buona notizia che viene dall’America, alla fine si sarebbe suicidato.
Questo pensiero mi permetteva (ed ero solo al primo paragrafo) di non dover temere il confronto.
Ma era un trucco, e non sarebbe durato a lungo.
Ed infatti, all’altezza di “tutto il nulla…” l’immagine smetteva di funzionare e si caricava di nuove eventualità: Questo Betti poteva entrare in una scuola del Colorado ma alla fine non si sarebbe suicidato, e si sarebbe proclamato innocente.
O avrebbe sparato con armi finte, tanto per seminare terrore e poi ridere di chi se l’era fatta addosso.

O, proseguendo nella lettura, avrebbe sparato con pistole ad acqua, o si sarebbe messo in coda per iscriversi alla prima liceo, o avrebbe cantato a tutta voce “Bela Lugosi is dead”.
Conoscere Andrea è stato un sollievo. Perchè lui è tutto questo (a parte il deforme alla Leopardi) e molto altro: dategli del napalm e vi farà ammazzare dal ridere.
Sono (terribilmente) felice che si ristampi questo libro, mi aiuterà ancora nei miei distinguo nel genere umano: chi non ride è perduto, tristo e non sta capendo un cazzo.

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