Archivio per David Napolitano

Non escludo il Ritorno | Ass Cult Press nel 2018

Posted in Libri, Razioni K with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 1, 2018 by Ass Cult Press

come una prefazione

INADEMPIENTI E DISADERENTI

 

Il tratto distintivo di Ass Cult Press é l’indisponibilità: bella, schietta, che accomuna giovani idealisti e vecchi cinici.

L’indisponibilità rispetto al farsi della cultura, strumento di poteri e conventicole, e l’ecumenismo scontroso di poeti sempre all’insegna del fortóre, dell’inadempienza allo smercio. Il reading come grimaldello e il pregio ingrato di chi non ha mai goduto di sovvenzioni ricattatorie.

“Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate” diceva quello bravo… ma chi ci è nato?

Andrea Betti per Ass Cult Press

come una postfazione

NON ESCLUDO IL RITORNO

Così come nella storia di Ass Cult Press non erano esclusi il silenzio, l’autoesilio, il disarmo unilaterale, allo stesso modo non era escluso il ritorno. E infatti eccoci.

L’antologia viene dal fortóre, dalla gioventù inossidabile e sfrontata, è breve, disorganica, non è considerabile un nuovo inizio, non ha prospettive.

È un defunto che ci appare nel sogno, fa dei movimenti incomprensibili con le mani, biascica parole senza suono e poi gira dietro l’angolo e quando, sempre nel sogno, lo rincorri è scomparso.

Sul comodino al risveglio trovi una piuma che non sei sicuro ci fosse al momento di coricarti.

Non sei sicuro.

Simone Molinaroli per Ass Cult Press

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La Felicità Terribile | in anteprima la postfazione di Rocco Traisci (3 di 4)

Posted in Libri, Poetry for the Masses, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 6, 2013 by Ass Cult Press

Questo scrive Rocco Traisci nella postfazione a “La Felicità Terribile & Zucchero Spinato” di Andrea Betti

UNA LINGUA NATURALE CHE NESSUNA NATURA IDEÒ  – postfazione di Rocco Traisci a “La Felicità Terribile” di Andrea Betti

… e cazzo, quando ho sentito parlare per la prima volta di Andrea Betti mi dissero che era stato il cantante dei Go Insane, un gruppo di cui avevo letto recensioni incoraggianti in qualche fanzine di merda come se ne facevano a chili nei gloriosi inizi degli anni ’90. Erano i postumi dell’ubriacatura grunge, in pieni ventanni o poco più. Era il ’95 ed ero sbarcato da qualche mese in viale Adua periferia di Pistoia, percorrendo da Castellammare di Stabia 600 chilometri verso nord per pagare il mio debito formativo con l’esercito italiano, in qualità di obiettore di coscienza in un centro per disabili. E voi non avete idea di cosa sia viale Adua a febbraio, dove per sghiacciare il parabrezza della macchina bisognava accendere il motore e lasciarlo grugnire per un quarto d’ora. Insomma, quel Betti lì dovevo conoscerlo per forza se volevo sopravvivere alla conca dell’appennino. E così conobbi Ass Cult Press, di cui feci parte e con cui passai l’anno più intrigante della mia vita. Che dire. E’ cominciato tutto lì, in via de’ Fabbri o a Follonica. E la ‘Felicità Terribile’ mi insegnò che a Burroughs mancava solo il senso dell’umorismo di Andrea. Non dirò altro sul libro. Dirò solo che il Betti è uno scrittore che disegna linguaggi, li agita, li mangia, li esprime come Fellini esprimeva il pianto a dirotto del clown. La lingua di Andrea Betti è una lingua naturale ma che nessuna natura ideò, è genio che sottace dietro volti mai apparsi a bocca nuda, è la tenera debolezza del forzuto, il superomismo tartaglione degli invicti, il crasso odor vissuto dei teneri bimbi di nessuno, l’arte del disonore di chi s’appoggia a muri di piume, la disperata bracciata dei naufraghi verso pinne di squali a forma di tette…

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La Felicità Terribile | in anteprima la postfazione di Lorenzo Giuggioli (2 di 4)

Posted in Libri, Poetry for the Masses, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 5, 2013 by Ass Cult Press

Questo scrive Lorenzo Giuggioli (www.dizlexiqa.com) de La Felicità Terribile di Andrea Betti.

CHI NON RIDE È PERDUTOpostfazione di Lorenzo Giuggioli a “La Felicità Terribile” di Andrea Betti

La prima volta che ho bussato alla porta di Ass Cult Press, allora come ora la miglior casa editrice sotterranea e illegale d’Italia, come tutta risposta mi è stato dato, tra gli altri, questo librino tutto nero, “la felicità terribile” di Andrea Betti.
Credo che fosse un modo per dissuadere impostori, benpensanti e moderati o addirittura per scoraggiare chiunque dallo scrivere: se lo leggerete e lo amerete come lo amo io, potrete capire cosa intendo.
Credevi nei tuoi vent’anni di essere incazzato, di saper scrivere e di avere una visione totale del mondo e ti riscoprivi una specie di chierichetto conservatore che teneva a stento in mano una penna.
Tu con le tue misere rabbie esistenziali e politiche da tarda adolescenza e questo che aveva già superato relativismo, nichilismo, speranza e pietà e ti propinava come un dato di fatto le macerie del mondo.
Dopo poche righe la coscienza, così tendente all’autostima o quantomeno all’autoconservazione, cercava un salvataggio nell’immaginazione: come sarà questo Andrea Betti, questo talentuosissimo figlio di puttana che maneggia la lingua, a poco più di vent’anni, come un Testori toscano di oggi?
Mi immaginavo una sorta di sventurato, un deforme alla Leopardi che nel buio della sua stanzetta passava il suo odiato tempo ad osservare il mondo e a detestarlo. Ma continuando la lettura l’immagine prendeva un corpo diverso: questo era il tipico postadolescente che se fosse nato in Colorado avrebbe imbracciato un mitra e sarebbe entrato in una scuola pubblica sparando all’impazzata. Probabilmente, come in ogni buona notizia che viene dall’America, alla fine si sarebbe suicidato.
Questo pensiero mi permetteva (ed ero solo al primo paragrafo) di non dover temere il confronto.
Ma era un trucco, e non sarebbe durato a lungo.
Ed infatti, all’altezza di “tutto il nulla…” l’immagine smetteva di funzionare e si caricava di nuove eventualità: Questo Betti poteva entrare in una scuola del Colorado ma alla fine non si sarebbe suicidato, e si sarebbe proclamato innocente.
O avrebbe sparato con armi finte, tanto per seminare terrore e poi ridere di chi se l’era fatta addosso.

O, proseguendo nella lettura, avrebbe sparato con pistole ad acqua, o si sarebbe messo in coda per iscriversi alla prima liceo, o avrebbe cantato a tutta voce “Bela Lugosi is dead”.
Conoscere Andrea è stato un sollievo. Perchè lui è tutto questo (a parte il deforme alla Leopardi) e molto altro: dategli del napalm e vi farà ammazzare dal ridere.
Sono (terribilmente) felice che si ristampi questo libro, mi aiuterà ancora nei miei distinguo nel genere umano: chi non ride è perduto, tristo e non sta capendo un cazzo.

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La Felicità Terribile | in anteprima la postfazione di Caterina Tritto (1 di 4)

Posted in Libri, Poetry for the Masses, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 4, 2013 by Ass Cult Press

Ormai ci siamo. “La Felicità Terribile & Zucchero Spinato” di Andrea Betti è sulla via della ristampa. Per ingannare l’attesa, possiamo leggere cosa, di quel libro, hanno scritto nella postfazione a 8 mani gli amici di Andrea Betti. Per cominciare, Caterina Tritto:

È FINITA UN’EPOCApostfazione di Caterina Tritto a “La Felicità Terribile” di Andrea Betti

Bene, ogni volta che leggo La Felicità Terribile mi sento una ritardata e capiterà anche a voi cari miei.
Per questo ho deciso di astenermi da una prefazione ma elencherò quello che questa opera stra-ordinaria mi ha evocato:

Lo struggimento di Alphaville [Jean-Luc Godard, film del 1965] e di conseguenza Capitale del dolore [Paul Eluard], le atmosfere dark dei Joy Divison, Giacomo Balla e la velocità astratta, il filosofo Henri-Louis Bergson – credere nei dati immediati della coscienza -, il movimento arte nucleare dove “ La verità non ci appartiene: è dentro l’atomo”, Don Backy e Frank Zappa allo stesso tempo, la fotografia di Victor Cobo nel senso di estraniazione, decadenza, duplicità del reale e poi il concetto di felicità nella sua estensione, dall’antica Roma di Seneca e l’autocoscienza di sé all’approccio positivista di fine ottocento con il farmacologo e psicoterapeuta francese Emile Coué, che ideò il principio dell’autosuggestione cosciente. Ho pensato anche a John Keats, il grande poeta romantico inglese, il quale diceva che il vero genio esiste solo nella capacità di essere negativi. Ho pensato a troppe cose. Cercatele pure voi. Il libro di Andrea Betti è un viaggio allucinante, un trip semantico, in cui la ricerca della felicità può sembrare un concetto di branding, che poco a poco è stato applicato alle persone. E come si arriva ad essere felici? Cambiando prospettiva: accettando il fatto che nella vita serve l’alternanza. Eventi positivi e negativi. Le tecniche per arrivare a questa saggezza semplice le hanno inventate gli antichi. Il memento mori non era altro che la coscienza della mortalità accettata come fatto, ed elevata a motivazione per essere felici.

Io, personalmente, ringrazio l’amico ed autore, con cui ho sperimentato indimenticabili momenti di alternanza.

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16 marzo 2013 | La Felicità Terribile | lospazio – Pistoia

Posted in Libri, Poetry for the Masses, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on marzo 11, 2013 by Ass Cult Press

Sabato 16 marzo alla Libreria Lospazio di via dell’Ospizio Andrea Betti, David Napolitano, Simone Molinaroli e Cecilia Lattari accompagnati dalla chitarra dal valente Alessio Chiappelli, presenteranno il progetto di crowdfunding finalizzato alla ristampa de “La Felicità Terribile” di Andrea Betti.

A tutti gli amici e sostenitori verrà offerta una gustosa merenda vegan con biscotti e stuzzichini creati da Irene delle 3 civette.

+ MediaEVO – fotomontaggi di straziante attualità realizzati da Andrea Betti

Sarà possibile prenotare una copia del libro e per chi avesse precedentemente prenotato sul portale Produzioni dal Basso (www.produzionidalbasso.com) pagare la propria quota senza passare attraverso i normali canali di trasferimento.

Tutto quello che c’è da sapere:
16 marzo 2013
dalle ore 17 presso
Lo Spazio di via dell’ Ospizio
via dell’ospizio 26/28 – Pistoia
lo-spazio@libero.it
057321744

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Glittering Images | David Napolitano | ritrovamento di numero 2 copie.

Posted in Libri, Razioni K with tags , , , , , on novembre 16, 2012 by Ass Cult Press

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Grazie al trasloco di casa Molinaroli-Guidi sono riapparse due copie di “Glittering Images” di David Napolitano. Hanno addirittura un piccolo difetto di rifilatura e si potrebbero considerare un vero articolo da collezionisti. Nonostante questo Ass Cult Press le regalerà a chi ne farà richiesta e invierà 1,30 € in francobolli.