Archivio per Simone Molinaroli

La Felicità Terribile | in anteprima la postfazione di Lorenzo Giuggioli (2 di 4)

Posted in Libri, Poetry for the Masses, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 5, 2013 by Ass Cult Press

Questo scrive Lorenzo Giuggioli (www.dizlexiqa.com) de La Felicità Terribile di Andrea Betti.

CHI NON RIDE È PERDUTOpostfazione di Lorenzo Giuggioli a “La Felicità Terribile” di Andrea Betti

La prima volta che ho bussato alla porta di Ass Cult Press, allora come ora la miglior casa editrice sotterranea e illegale d’Italia, come tutta risposta mi è stato dato, tra gli altri, questo librino tutto nero, “la felicità terribile” di Andrea Betti.
Credo che fosse un modo per dissuadere impostori, benpensanti e moderati o addirittura per scoraggiare chiunque dallo scrivere: se lo leggerete e lo amerete come lo amo io, potrete capire cosa intendo.
Credevi nei tuoi vent’anni di essere incazzato, di saper scrivere e di avere una visione totale del mondo e ti riscoprivi una specie di chierichetto conservatore che teneva a stento in mano una penna.
Tu con le tue misere rabbie esistenziali e politiche da tarda adolescenza e questo che aveva già superato relativismo, nichilismo, speranza e pietà e ti propinava come un dato di fatto le macerie del mondo.
Dopo poche righe la coscienza, così tendente all’autostima o quantomeno all’autoconservazione, cercava un salvataggio nell’immaginazione: come sarà questo Andrea Betti, questo talentuosissimo figlio di puttana che maneggia la lingua, a poco più di vent’anni, come un Testori toscano di oggi?
Mi immaginavo una sorta di sventurato, un deforme alla Leopardi che nel buio della sua stanzetta passava il suo odiato tempo ad osservare il mondo e a detestarlo. Ma continuando la lettura l’immagine prendeva un corpo diverso: questo era il tipico postadolescente che se fosse nato in Colorado avrebbe imbracciato un mitra e sarebbe entrato in una scuola pubblica sparando all’impazzata. Probabilmente, come in ogni buona notizia che viene dall’America, alla fine si sarebbe suicidato.
Questo pensiero mi permetteva (ed ero solo al primo paragrafo) di non dover temere il confronto.
Ma era un trucco, e non sarebbe durato a lungo.
Ed infatti, all’altezza di “tutto il nulla…” l’immagine smetteva di funzionare e si caricava di nuove eventualità: Questo Betti poteva entrare in una scuola del Colorado ma alla fine non si sarebbe suicidato, e si sarebbe proclamato innocente.
O avrebbe sparato con armi finte, tanto per seminare terrore e poi ridere di chi se l’era fatta addosso.

O, proseguendo nella lettura, avrebbe sparato con pistole ad acqua, o si sarebbe messo in coda per iscriversi alla prima liceo, o avrebbe cantato a tutta voce “Bela Lugosi is dead”.
Conoscere Andrea è stato un sollievo. Perchè lui è tutto questo (a parte il deforme alla Leopardi) e molto altro: dategli del napalm e vi farà ammazzare dal ridere.
Sono (terribilmente) felice che si ristampi questo libro, mi aiuterà ancora nei miei distinguo nel genere umano: chi non ride è perduto, tristo e non sta capendo un cazzo.

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La Felicità Terribile | in anteprima la postfazione di Caterina Tritto (1 di 4)

Posted in Libri, Poetry for the Masses, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on giugno 4, 2013 by Ass Cult Press

Ormai ci siamo. “La Felicità Terribile & Zucchero Spinato” di Andrea Betti è sulla via della ristampa. Per ingannare l’attesa, possiamo leggere cosa, di quel libro, hanno scritto nella postfazione a 8 mani gli amici di Andrea Betti. Per cominciare, Caterina Tritto:

È FINITA UN’EPOCApostfazione di Caterina Tritto a “La Felicità Terribile” di Andrea Betti

Bene, ogni volta che leggo La Felicità Terribile mi sento una ritardata e capiterà anche a voi cari miei.
Per questo ho deciso di astenermi da una prefazione ma elencherò quello che questa opera stra-ordinaria mi ha evocato:

Lo struggimento di Alphaville [Jean-Luc Godard, film del 1965] e di conseguenza Capitale del dolore [Paul Eluard], le atmosfere dark dei Joy Divison, Giacomo Balla e la velocità astratta, il filosofo Henri-Louis Bergson – credere nei dati immediati della coscienza -, il movimento arte nucleare dove “ La verità non ci appartiene: è dentro l’atomo”, Don Backy e Frank Zappa allo stesso tempo, la fotografia di Victor Cobo nel senso di estraniazione, decadenza, duplicità del reale e poi il concetto di felicità nella sua estensione, dall’antica Roma di Seneca e l’autocoscienza di sé all’approccio positivista di fine ottocento con il farmacologo e psicoterapeuta francese Emile Coué, che ideò il principio dell’autosuggestione cosciente. Ho pensato anche a John Keats, il grande poeta romantico inglese, il quale diceva che il vero genio esiste solo nella capacità di essere negativi. Ho pensato a troppe cose. Cercatele pure voi. Il libro di Andrea Betti è un viaggio allucinante, un trip semantico, in cui la ricerca della felicità può sembrare un concetto di branding, che poco a poco è stato applicato alle persone. E come si arriva ad essere felici? Cambiando prospettiva: accettando il fatto che nella vita serve l’alternanza. Eventi positivi e negativi. Le tecniche per arrivare a questa saggezza semplice le hanno inventate gli antichi. Il memento mori non era altro che la coscienza della mortalità accettata come fatto, ed elevata a motivazione per essere felici.

Io, personalmente, ringrazio l’amico ed autore, con cui ho sperimentato indimenticabili momenti di alternanza.

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16 marzo 2013 | La Felicità Terribile | lospazio – Pistoia

Posted in Libri, Poetry for the Masses, Uscite with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on marzo 11, 2013 by Ass Cult Press

Sabato 16 marzo alla Libreria Lospazio di via dell’Ospizio Andrea Betti, David Napolitano, Simone Molinaroli e Cecilia Lattari accompagnati dalla chitarra dal valente Alessio Chiappelli, presenteranno il progetto di crowdfunding finalizzato alla ristampa de “La Felicità Terribile” di Andrea Betti.

A tutti gli amici e sostenitori verrà offerta una gustosa merenda vegan con biscotti e stuzzichini creati da Irene delle 3 civette.

+ MediaEVO – fotomontaggi di straziante attualità realizzati da Andrea Betti

Sarà possibile prenotare una copia del libro e per chi avesse precedentemente prenotato sul portale Produzioni dal Basso (www.produzionidalbasso.com) pagare la propria quota senza passare attraverso i normali canali di trasferimento.

Tutto quello che c’è da sapere:
16 marzo 2013
dalle ore 17 presso
Lo Spazio di via dell’ Ospizio
via dell’ospizio 26/28 – Pistoia
lo-spazio@libero.it
057321744

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I Culo Negro suonano 1969 (The Stooges) – anno 2002

Posted in Musica with tags , , , , , , , , , , , , , on gennaio 23, 2013 by Ass Cult Press

Fu una stagione intensissima, ma breve. Anzi brevissima, quella dei Culo Negro. Il tempo di un quattro concerti, una registrazione dal vivo, un ep registrato nel sotterraneo di un asilo, qualche centinaio di bottiglie di vino, la certezza di essere fragranti e vivissimi e un pezzo su una compilation della Snowdonia.
Che è proprio quello che potete ascoltare qui.

Alla voce era Gianluca Gori. Al sax Jacopo Andreini. Alle chitarre Cristian Credi e alla batteria Simone Molinaroli.

La Fine del Mondo | Recensione #9 | magmusic.it

Posted in La Fine del Mondo, Recensioni with tags , , , , , , , , , , , , , , , on novembre 20, 2012 by Ass Cult Press

Cari sostenitori & amici di Ass Cult Press

vi  informo che su www.magmusic.it Gustavo Tagliaferri scrive qualcosa su La Fine del Mondo.

quì c’è l’originale

“Lontananza è quel sentimento che fa breccia nell’animo di coloro che hanno un particolare affetto per determinate cose e/o persone il cui segno è e rimane indelebile.”

<p style=”text-align: center;”><img title=”La Fine del Mondo” src=”” alt=”” width=”504″ height=”457″ /></p>

La Fine del Mondo | Recensione #8 | benoise.com

Posted in La Fine del Mondo, Musica, Recensioni with tags , , , , , , , , , , , , , , on ottobre 3, 2012 by Ass Cult Press

Cari amici di Ass Cult Press

vi volevo informare che Alice Santaniello su benoise.com dice delle belle cose su La Fine del Mondo.

quì c’è l’originale

Ma se siete stanchi di pigiare sulla tastiera, come al solito potete leggere quì l’articolo.

“Passeggeri  aspri e irrequieti, poetici e teatrali di un viaggio fatto di micro racconti dolceamari di vita e paralisi esistenziali, che scorrono su un tappeto sonoro in bilico tra cantautorato, letteratura e (post)rock.

Dal sapore “Massimo VolumeOfflaga Disco Pax”, La Fine Del Mondo ha pubblicato per la Salmone Records l’Ep “Siamo Nati Lontano“, acquistabile qui e ascoltabile, in streaming, qui o qua sotto nel lettorino.
Quattro tracce “grattugiate” da ascoltare con mente libera e le difese abbassate.”

Questo scrive Alice Santaniello.

La Fine del Mondo | Recensione #7 | headcleaner.eu

Posted in La Fine del Mondo, Musica, Recensioni with tags , , , , , , , , , , , on settembre 7, 2012 by Ass Cult Press

Arriva la 7a recensione per “Siamo Nati Lontano” de La Fine del Mondo

Viene da headcleaner.eu – qui l’originale.

Segue copia della recensione.

 
LA FINE DEL MONDO - Siamo nati lontano EP

Atmosfera plumbea da fumoso pub newyorkese, tipica di certi film noir anni ’60, fatta di whisky e sigarette. Uomini in nero seduti ai tavoli e altri al bancone, piegati sui loro bicchieri ed intenti ad affogare i propri pensieri.
Sul palco un quintetto: tre musicisti, un cantante ed una danzatrice a rappresentarci le loro storie. Storie di persone; passato, presente, futuro. Considerazioni che ci appartengono in quanto esseri umani.

Ma non siamo in pub americano, non siamo negli anni ’60 e non siamo in un film. Siamo a Pistoia e siamo nel 2012. Il quintetto in questione è quello dei La fine del mondo.
Alessio, Matteo e Simone suonano i loro strumenti mentre un altro Simone ci racconta le sue storie e Valentina ce le rappresenta con le movenze del proprio corpo.

Durante tutto questo lavoro di esordio della band, il pensiero non può non andare ai Massimo Volume, un po’ per l’atmosfera creata, un po’ perché non ci troviamo di fronte a brani cantati ma recitati.
Questo paragone non deve però essere inteso come un handicap: non siamo in presenza di una copia della grande band bolognese, ma di una band originale con un occhio alla sperimentazione e con una sua personalità che si sta delineando.
A chitarre, basso e batteria si aggiungono altri strumenti, quali pianoforte, synth, tromba, vibrafono. Il tutto finemente orchestrato per fare da contorno alla voce che recita poeticamente i testi ricchi di significato e non senza una certa inquietudine di fondo, su atmosfere che virano anche verso il Jazz.
Ci troviamo di fronte ad un lavoro intenso e intimista volto a farci riflettere.

Spero esca presto il full-lenght… e vedremo se è vero che il buongiorno si vede dal mattino! ;-)